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L’acqua del rubinetto è buona,
ma non ci fidiamo
Massimo Labra e Maurizio Casiraghi
Che rapporto hanno gli italiani con l’acqua? Molti preferiscono quella in bottiglia.
Cosa li guida nella scelta? Il gusto o la diffidenza verso l’acqua del rubinetto? Nell’articolo gli autori conducono un’analisi critica delle diverse tipologie di acqua, evidenziando quali sono i principali timori e le preferenze degli italiani.
Italiani: un popolo di bevitori
Gli italiani sono un popolo di bevitori di acqua minerale o meglio: di acqua in bottiglia. L’interesse del mercato è dimostrato soprattutto dalla continua immissione di nuovi marchi (in totale circa 270 nel 2010), che si somma alla diversificazione dei prodotti proposti dalle aziende del settore. Si spazia dalle acque con proprietà curative (digestive, diuretiche ecc.), a quelle leggere o povere di alcuni elementi, sino a quelle microfiltrate. Il consumatore è sempre più attento alle proprietà salutistiche dell’acqua e al benessere: basti pensare ai messaggi pubblicitari che vengono usati per veicolare le differenti tipologie.
Nel corso dell’ultimo decennio la produzione nazionale di acque minerali è passata da circa 6 miliardi di litri a oltre 13 miliardi di litri, con un consumo pro capite di circa 200 litri annui. Le aziende che prelevano acqua dalle 189 fonti del territorio nazionale sono 321 e il giro di affari del settore è stato stimato in 2,5 miliardi di euro annui.
Si calcola che il costo medio per famiglia per l’acquisto di acque minerali sia i circa 300 euro all’anno. La scelta della tipologia di acqua acquistata dipende certamente dall’effetto delle pubblicità e della comunicazione, anche se in media le acque più vendute risultano essere quelle con i prezzi più abbordabili.
Gli italiani preferiscono, quindi, l’acqua in bottiglia, ma non vogliono spendere molto per acquistarla. Sebbene molti marchi abbiano provato a sviluppare un rapporto di fedeltà con il cliente, legandolo a un certo gusto di acqua e di packaging, spesso è il prezzo a determinare la scelta dell’acquisto dell’italiano medio.
Una ricerca condotta dallo ZooPlantLab dell’Università di Milano-Bicocca nell’ambito del progetto “Milano da Bere”, sviluppato in collaborazione con Legambiente Lombardia, Altroconsumo, Altraeconomia e con il supporto della Direzione Generale Commercio, Fiere e Mercati della Regione Lombardia, ha Massimo Labra Consumatori, Diritti eMercato Maurizio Casiraghi numero 2/2010
90 Università degli Studi di Milano-Bicocca Argomenti

ha evidenziato che circa la metà della popolazione lombarda preferisce acqua in bottiglia a quella del rubinetto e ne consuma almeno mezzo litro al giorno.
In base a queste stime si potrebbe dedurre che l’acqua potabile in Italia sia di pessima qualità e che per questa ragione gli italiani si orientano verso il consumo delle acque minerali. Questo non è vero e qui di seguito procederemo con il confronto tra le differenti tipologie di acqua, per dare al consumatore conoscenze e strumenti oggettivi e scientifici per effettuare scelte più consapevoli sulla tipologia migliore da consumare.
http://acidoascorbico.altervista.org/prova03/Immagini/alluminioacquacerv.pdf

E' migliore l'acqua di rubinetto o quella delle bottiglie?
Sono anni che bevo esclusivamente quella del rubinetto per ovvi motivi, ma questo articolo conferma appieno le mie convinzioni.
Sono certo che sarà una conferma anche per voi., certo, perchè nessun essere vivente usa l'acqua delle bottiglie. Anzi gli animali bevono anche nei rivoletti ed addirittura dalle paludi senza alcun problema.
Noi però abbiamo la fortuna dei rubinetti, ma ci dicono che ci causa danni, iniziando dal CLORO, ma è FALSO poichè anche il CLORO è un "ALIMENTO ESSENZIALE", come il BORO, che entrambi possono far male solo in grande quantità.
Ma il SISTEMA, formato da politici IMMONDI, hanno addirittura tolto le fontane dai nostri paesi e città, pur di assecondare i bar e le industrie alimentari.
Certo, tanto la vita umana vale meno di un euro!!!
Consumare acqua del rubinetto è un’ottima idea: è più controllata e ha meno rischi di quella in bottiglia, ed è una scelta più economica
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I benefici dell’acqua: fitness, depurazione e massaggi
Siete fra le persone che bevono acqua del rubinetto o in bottiglia? Seppur si pensi che quella in bottiglia sia più salutare, ci sono tanti buoni motivi per bere acqua del rubinetto.
Controlli più severi
L’acqua del rubinetto ha limiti alle sostanze indesiderate più severi rispetto alle acque minerali in bottiglia. In particolare la soglia di tolleranza coincide nel caso di alluminio, arsenico e nichel, ma non per il manganese, dove il limite per le acque minerali è dieci volte superiore a quella dell’acqua del sindaco. Un problema però può derivare dallo stato delle tubazioni che portano l’acqua fino al rubinetto di casa: le vecchie tubature corrodendo rilascino alcune sostanze dannose, come il piombo. Verificate che le tubature del vostro edificio siano in buono stato.
Microbiologicamente sicura
L’acqua del rubinetto è microbiologicamente sicura perché trattata con cloro (che in modeste quantità non è pericoloso per la salute), e controllata periodicamente. Se avete dei dubbi, sappiate che online si trovano per ogni comune, i dati riguardanti l’analisi dell’acqua.
Contiene calcio
Ci si lamenta del fatto che l’acqua del rubinetto è più “dura” per via del calcare; è vero, ma può essere filtrata per evitare questo inconveniente e non tutti i mali vengono per nuocere: quest’acqua contiene calcio, microelemento che aiuta a mantenere in salute le ossa e non solo. Solo se si hanno reni malfunzionanti, la presenza di calcio può essere un problema, per una persona sana non ci sono controindicazioni.
Nessun rischio legato alla plastica
Le bottiglie di plastica usate per acqua sono generalmente fatte con un materiale comunemente detto PET il cui scorretto utilizzo o riutilizzo può portare alla formazione di sostanze pericolose. Diversi studi hanno infatti messo in luce che ci può essere il rilascio di molecole tossiche e cancerogene dai contenitori di PET all’acqua, soprattutto se le bottiglie sono esposte ai raggi solari o a fonti di calore.
Fa bene al portafoglio e all’ambiente
L’acqua del rubinetto è più economica di quella in bottiglia: evitare di acquistare acqua in bottiglia può comportare un risparmio di diverse centinaia di euro nell’arco di un anno. Non solo, l’acqua in bottiglia inquina, sia che si usino confezioni di plastica sia che si usino bottiglie di vetro. Nel primo caso per via della difficoltà di smaltimento della plastica, nel secondo perché il trasporto dallo stabilimento ai punti di vendita, le operazioni di imbottigliamento e il riciclo del vetro hanno un impatto sull’ambiente.

http://acidoascorbico.altervista.org/prova04/Immagini/acquadirubinetto.htm

Chiedo scusa, benchè avvezzo a scoperte pressochè sensazionali che già vi ho elencato quali, questa ultima mi ha lasciato di stucco.
Già ero venuto a conoscenza del CANCEROGENO bisfenolo A o BPA contenuto nella plastica, comprese le bottiglie dell'acqua minerale, ma non avevo ancora scoperto che nelle acque minerali vi si trova anche l'ARSENICO.
La descrizione che ne dà l'articolo del fondo pagina non lascia dubbi sulla sua pericolosità.
Mi permetto di riportare una parte dell'articolo come anteprima:
"L’Arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche."
Ed è per questo che ringrazio la mia convinzione di sempre che le acque dell'acquedotto sia la più controllata e la più PURA.
L'inganno del CLORO è ormai palese a tutti.
L’Arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.
Una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group (pubblicata nel maggio 2010 dalla rivista ‘Le Scienze’) ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. Nel caso di quelle italiane è stato quindi possibile conoscere tra gli altri, anche il valore per litro del tanto discusso Arsenico. Ecco l’elenco delle principali acque minerali e loro contenuto in Arsenico (ricordando che per tutte le acque minerali italiane prese in esame, in nessuna è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro).
Principali Acque Minerali e relativo valore di Arsenico – Dati 2010 (ricordando che per tutte le acque minerali italiane prese in esame, in nessuna è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro).

http://acidoascorbico.altervista.org/prova04/Immagini/acquaconarsenico.htm

Ciao, un dottore e precisamente il Dr. F. Batmanghelidj
ha scritto:
Come l’acqua cura malattie incurabili
Un rivoluzionario metodo naturale
per ristabilire la salute e prevenire la malattia

Giuseppe Luigi Mastromattei
5 febbraio 2013
Oggi ho assistito ad un fatto incredibile. Ero a casa mia, mi stavano presentando le caratteristiche e il funzionamento di un impianto per la potabilizzazione delle acque ad osmosi inversa. Ad un certo punto hanno inserito un apparecchio per l'elettrolisi in due bicchieri uno con l'acqua del rubinetto e l'altro con l'acqua depurata col sistema dell'osmosi inversa. Risultato, il bicchiere contenente l'acqua del rubinetto si è coperto di uno strato melmoso e rugginoso, quello con l'acqua depurata è risultato solo leggermente giallino. Ad un certo punto ho preso un'altro bicchiere d'acqua di rubinetto nel quale ho versato una dose da 3 grammi di vitamina C e al quale abbiamo applicato gli elettrodi, risultato: l'acqua è rimasta bianchissima, la persona che mi presentava l'impianto è rimasta senza parole, quasi attonita, mentre io me la ridevo di gusto, GRANDE acido ascorbico!!!
http://acidoascorbico.altervista.org/prova1/Immagini/acquafacebook.htm

Il corpo umano
Ma quanta acqua c’è nel nostro corpo?
L’acqua presente nell’essere umano mostra differenze notevoli secondo l’età, la costituzione, il tipo di alimentazione. Inoltre gli organi e i tessuti sono idratati in modo diverso uno dall’altro. Da giovani siamo decisamente più ricchi d’acqua, soprattutto nei tessuti molli, nella pelle e nei tessuti connettivi e sottocutanei. Crescendo il tenore d’acqua si riduce progressivamente da una media del 75% del bambino piccolo a circa il 50% nella terza età.
Del resto lo si vede bene: negli adulti e negli anziani la pelle si presenta più secca e meno elastica, i tessuti sono meno lisci e tesi, il segno di una pressione esercitata dal pollice sulla pelle rimane più visibile a lungo. L’età biologica della pelle di tutto l’organismo si determina facilmente dal suo stato di idratazione. Anche le ossa contengono acqua anche se in misura molto minore rispetto ai tessuti molli. Dal 40% al 50% della nostra acqua corporea è contenuta all’interno delle cellule e costituisce il cosidetto liquido intracellulare. Il 20% restante si trova negli interstizi tra le cellule: è il liquido extracellulare.
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Acqua, la principale componente del corpo umano
Già in precedenza dicevamo che il corpo umano è come “immerso” nell’acqua, dalla più piccola cellula all’organismo nella sua interezza.
Il corpo di una persona adulta la cui presenza in acqua si attesti attorno al 65% vorrà dire che ne conterrà 40-50 litri. La pecentuale più alta di acqua si ha nella blastocisti presente subito dopo la fecondazione (90% in acqua) poi nell’embrione (85%) e a seguire nel neonato (dal 75 all’85%). In un quarantenne la percentuale d’acqua si attesta tra il 60 e il 70%.
http://acidoascorbico.altervista.org/prova1/Immagini/colesteroloeacqua.htm

Un articolo sotto recita:
"Il corpo umano
Ma quanta acqua c’è nel nostro corpo?
L’acqua presente nell’essere umano mostra differenze notevoli secondo l’età, la costituzione, il tipo di alimentazione. Inoltre gli organi e i tessuti sono idratati in modo diverso uno dall’altro. Da giovani siamo decisamente più ricchi d’acqua, soprattutto nei tessuti molli, nella pelle e nei tessuti connettivi e sottocutanei. Crescendo il tenore d’acqua si riduce progressivamente da una media del 75% del bambino piccolo a circa il 50% nella terza età."
...quindi ritengo che bere ACQUA, meglio se DI RUBINETTO, sia molto importante, anzi importantissimo.
Purtroppo però si beve sempre troppo poco, ecco che allora mi permetto di sottoporre un articolo che elenca in modo chiaro dei segnali possono dirci senza ombra di dubbio che si è CARENTI di ACQUA.

La sete è il sintomo più evidente, ma come si può capire se si beve abbastanza acqua? Prestare attenzione a questi segnali è una preziosa indicazione.
L’idratazione è indispensabile per stare bene, d’altronde il corpo è composto in gran parte da acqua. Per capire se ne state bevendo abbastanza acqua, fate caso a questi 5 segnali.
Mal di testa e stanchezza
La sete è sicuramente il primo segnale che non state bevendo a sufficienza, ma esistono dei sintomi più difficilmente collegabili alla disidratazione come l’insorgere di mal di testa, la sensazione di stanchezza, la difficoltà di concentrazione e i capogiri. Ciò avviene perché se il quantitativo di acqua introdotto è insufficiente, il sangue viene irrorato con più difficoltà ed è meno ossigenato e il cervello, composto principalmente di acqua, ne fa le spese, come anche l’intera efficienza dell’organismo.
Pelle opaca e disidratata
Avete labbra screpolate e pelle secca? Bevete di più. L’acqua che ingerite va come prima cosa ad irrorare gli organi, poi a soddisfare il bisogno di idratazione della pelle. Se il quantitativo d’acqua bevuto è limitato la pelle non riuscirà ad avere un’adeguata idratazione e quindi apparirà secca.
Stitichezza
Non è un caso che si dica a chi soffre di stipsi di beve tanta acqua, l’acqua contribuisce alla corretta motilità intestinale a tutto beneficio della regolarità. Se siete stitici o se avete le feci molto dure è il caso di bere di più.
Colore scuro dell’urina
Fate mai caso al colore della vostra urina? Che sia scura la mattina al risveglio è normale, ma che continui ad esserlo anche nel corso della giornata, dopo aver bevuto, significa che non avete introdotto abbastanza acqua dal momento che risulta comunque molto concentrata. L’acqua la diluisce facendola diventare di un colore più tenue.
Crampi
Anche i crampi sono collegabili alla disidratazione. A questo sintomo devono fare particolare attenzione gli sportivi, soprattutto in estate, quando per via del sudore perdono molti liquidi e con essi preziosi sali minerali. Nel loro caso diventa fondamentale non solo bere acqua ma integrare i sali minerali persi.

http://acidoascorbico.altervista.org/prova04/Immagini/acquaidratazione.htm

Ormai siamo abituati a bere acqua da bottiglie in plastica,sia per comodità,sia perchè ci viene maggiormente proposta. Ecco La verità che si nasconde dietro.
Quante volte siete fuori e pensate: “Vorrei proprio bere dell’acqua adesso”. Per cui entrate in un negozio e ne comprate una bottiglia, in genere una di quelle leggere in PET, anche perché spesso non se ne trovano altre. È semplice portarsele dietro mentre si corre o si viaggia. E proprio su queste bottiglie l’organizzazione Storyofstuff ha realizzato un video informativo. Viene fuori abbastanza chiaramente quale sia l’impatto delle bottiglie di plastica sulle nostre vite. Di seguito i punti salienti:
Una situazione che conosciamo molto bene e che possiamo definire l’altro lato della medaglia: un paesaggio meraviglioso come quello di una spiaggia, pieno di rifiuti e bottiglie di plastica. Un ambiente pericoloso anche per gli animali, che possono soffocare a causa di questi scarti abbandonati in giro.
Perché mai beviamo l’acqua nelle bottiglie di plastica? Al giorno d’oggi sono in molti a sapere che i residui di olio che si usano per produrre la plastica sono dannosi per la salute. Durante un test a Detroit, negli Stati Uniti, è stato scoperto che le costose bottigliette da 2$ contengono in realtà una qualità d’acqua inferiore a quella erogata dal rubinetto e persino il sapore è più scadente. Ma allora come mai la gente continua a preferirle?
I produttori vendono le bottiglie d’acqua a un prezzo di mercato che è 2.000 volte superiore al costo dell’acqua del rubinetto. Chi pagherebbe 10.000€ per un panino solo perché è confezionato nella plastica? Negli anni Settanta le società che ottenevano i ricavi maggiori in questo mercato erano quelle che vendevano bibite analcoliche, come la Coca Cola.
Ma quando si scoprì che queste bevande non facevano bene, si riprese a bere l’acqua del rubinetto. Per far fronte a questo cambiamento nel comportamento di consumo, queste stesse società iniziarono a vendere acqua in bottiglia. Ma la reazione non fu delle migliori, alla gente sembrava che provassero a mettere in vendita l’aria. Per cui la domanda venne creata artificialmente. Si iniziò a insinuare il dubbio che bere acqua del rubinetto non fosse salutare e che l’uso migliore restasse quello per l’igiene della casa e della persona. Poi vennero associate al prodotto immagini piene di colori, con montagne incontaminate.
Foto che suggeriscono la purezza dell’acqua. Da notare il paradosso, essendo quella in bottiglia, semplicemente acqua del rubinetto filtrata. Per non parlare del contenitore in cui viene venduta: la plastica è uno dei fattori di maggior rischio per l’ambiente. Non può essere distrutta. Il problema principale sta nella produzione delle bottiglie. Le grandi quantità di petrolio richieste corrispondono a quelle necessarie per le automobili negli Stati Uniti. La diffusione a livello internazionale è poi un altro fattore, viene fuori un numero pazzesco se si considera che si usa una bottiglia ogni 2 minuti.
Il problema successivo è lo smaltimento: anche se c’è un simbolo per il riciclo sulle bottiglie, questi prodotti non vengono rigenerati poi così spesso.
L’80% delle bottiglie finisce nella spazzatura e ci vogliono circa 1.000 anni prima che si decompongano. Nel caso vengano bruciate si creano ulteriori disastri ambientali. Quando i resti vengono gettati nei cassonetti per il riciclo, succede che interi carichi di bottiglie vuote vengano trasportate fino all’India e restino in cumuli insieme ad altre. Anziché essere riciclate, vengono declassate a prodotti di qualità più bassa che, ovviamente, in un secondo momento, finiranno a loro volta nei cassonetti.
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Chi usa le bottiglie di plastica lo deve fare seguendo questi 3 passaggi: paura, tentazione e disinformazione. In molti posti, l’acqua del rubinetto (la peggior nemica dell’industria delle bibite) non si può bere, ma questo è causato, in parte, anche dalle fabbriche dove si processa l’imbottigliamento dell’acqua stessa. Eliminano i liquidi di scarto nei fiumi. Come si può fronteggiare quest’industria?

http://acidoascorbico.altervista.org/prova5/Immagini/acquavelenosa.htm

Tu non sei malato, sei assetato.
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L’incubo della vita e della morte in quel buco infernale perseguitava tutti e mise alla prova il coraggio e la resistenza sia dei forti che dei deboli. Fu allora che il corpo umano mi rivelò alcuni dei suoi maggiori segreti, segreti mai compresi dalla scienza medica.
Per la maggior parte dei prigionieri, di età dai 14 agli 80 anni, la pressione di questa vita eccezionalmente dura causò molto stress e malattie. Il destino deve avermi scelto per essere lì ad aiutare parte di questa gente disperata. Una notte, dopo circa due mesi dalla mia reclusione (avevo cominciato con 6 settimane di isolamento), quel destino si rivelò.
Erano circa le ore 23. Mi svegliai e mi resi conto che un mio compagno di cella soffriva di terribili dolori allo stomaco. Non riusciva nemmeno a camminare da solo. Gli altri lo stavano aiutando a stare in piedi. Egli soffriva di un’ulcera peptica ed aveva bisogno di un medicinale. Rimase malissimo quando gli dissi che non mi era stato permesso di portare con me in prigione scorte di medicinali.
Allora l’evento sorprendente si verificò !
Gli detti due bicchieri d’acqua.
Il dolore scomparve in pochi minuti ed egli poté stare in piedi da solo. Il suo sorriso andava da un orecchio all’altro. Non potete immaginare la gioia che provò per il sollievo, perfino in una situazione del genere.
“Che accade se il dolore ritorna?” mi chiese.
“ Bevi due bicchieri d’acqua ogni 3 ore”, risposi.
Fu libero dal dolore e dalla malattia per il resto della sua detenzione. La sua “cura dell’acqua” in quell’ambiente così inospitale mi stupì come medico.
Sapevo di essere stato testimone di un potere curativo dell’acqua che non mi era stato insegnato alla Scuola di Medicina. Mi sentii sicuro che una simile osservazione non era mai stata fatta nell’ambito della ricerca medica.
Se l’acqua poteva curare l’attacco di una malattia dolorosa in un ambiente così stressante, certamente ciò richiedeva ulteriore ricerca. Mi resi conto che il mio destino di terapeuta mi aveva condotto in quel “laboratorio di stress umano” per insegnarmi un nuovo approccio alla medicina e per rivelare molti altri segreti nascosti riguardanti il corpo umano. Aprii gli occhi.
Istintivamente mi resi conto del motivo per cui ero finito in prigione.
Smisi di pensare a me stesso ed incominciai a concentrarmi sulla ricerca medica. Iniziai a identificare i numerosi problemi di salute causati dallo stress della prigionia. Nella maggior parte dei casi essi implicavano dolori di natura ulcerosa. Io trattai quelli che venivano da me con ciò che aveva dimostrato essere il miglior “elisir naturale”: l’acqua. Scoprii che l’acqua poteva trattare e sanare più malattie di qualunque altra medicina che conoscevo.
Riusciva a curare persino qualcuno che stava letteralmente morendo di dolore ! Erano di nuovo le ore 23 circa.
Stavo andando da un compagno malato quando udii un lamento proveniente da una cella in fondo al corridoio. Seguii il suono e trovai un giovane arrotolato sul pavimento della sua cella. Sembrava totalmente incosciente ed emetteva
profondi, laceranti lamenti.
Gli chiesi cosa avesse. Non reagì.
Dovetti scuoterlo, prima che fosse in grado di rispondere che la sua ulcera lo stava uccidendo.
“Che cosa hai fatto per placare il dolore?”, gli chiesi.
Mi spiegò esitando.
“Sin dall’una...quando è iniziato, ho preso tre Tagamesh... un’intera bottiglia di antiacido... ma il dolore non ha fatto che peggiorare”. ( In quel periodo i prigionieri potevano ottenere medicinali dall’ospedale del carcere).
A quel punto avevo idee molto più chiare sul dolore da ulcera peptica. Ciò di cui non mi ero reso conto fino ad allora era la gravità che poteva raggiungere quando neppure forti calmanti riuscivano a fermarlo. Dopo aver esaminato il suo addome per verificare possibili complicazioni, gli detti due bicchieri di acqua del rubinetto – all’incirca mezzo litro. Lo lasciai per visitare
un altro compagno malato e tornai dopo dieci minuti. Le grida di dolore non risuonavano più nel corridoio.
“Come ti senti?” gli chiesi
“Molto meglio”, rispose, “ma provo ancora un po’ di dolore”.
Gli diedi un terzo bicchiere d’acqua ed il dolore cessò completamente entro quattro minuti.
Quest’uomo era stato semi-incosciente in punto di morte; aveva assunto un’enorme quantità di medicine per l’ulcera senza alcun risultato ed ora, dopo aver bevuto tre soli bicchieri di acqua del rubinetto, era senza dolori, in grado di stare seduto e di socializzare con gli amici.
Che scoperta umiliante! Ed io che credevo di aver ricevuto la migliore preparazione medica del mondo, a Londra!

http://digilander.libero.it/genfranco/Immagini/corpoeacquabr.pdf

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il link è: https://archive.org/details/IlTuoCorpoImploraAcqua

 

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    http://clorurodimagnesio.altervista.org/

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